La continuità nel disegno delle facciate lungo le sponde del Naviglio in un punto si interrompe: è un’interruzione fisica e sociale.
Un’abitazione dimenticata, congelata nel ricordo di un tempo passato, paralizzata e paralizzante un attraversamento di città. Atrofizzata.
Un volume isolato nel parco, tanto imponente quanto ignorato, è in silenziosa attesa di una nuova ripartenza. Una casa di ringhiera dove socialità e condivisione, presupposti della vita di cento anni prima, acquistano nuovi connotati riferiti all’arte e alla cultura.
Per dare continuità a ciò che è discontinuo, la corte - caratteristica della casa di ringhiera - si dilata e diventa un passaggio attraverso il parco, in dialogo con il verde e l’acqua.
Per abitare ciò che è disabitato, gli artisti occupano l’esistente e i nuovi volumi per vivere, creare e mostrare.
Per valorizzare ciò che è abbandonato, un percorso nell’arte contemporanea rivive nella dimensione domestica originale.
Per rispondere a una Necessità Monumentale, un progetto di architettura diviene legante fisico, temporale e culturale.
E fare di più. Incarnare questa necessità monumentale in un artefatto, un’opera d’arte simbolo di un nuovo slancio verso il moderno e allo stesso tempo testimone smisurato di una ritrovata memoria storica.
Necessità monumentale: Art in residence a Milano
Relatore di tesi: Prof. Arnaldo Arnaldi
Correlatore: Arch. Bresciani Gianluca




L’obiettivo perseguito è quello di proporre il progetto di uno spazio di aggregazione culturale, che risponda contemporaneamente alla necessità di recuperare l’esistente e di dare voce al desiderio di manifestare ed esprimere la cultura; un luogo in grado di instaurarsi nella città per ricucirne le attuali cesure fisiche, come quelle provocate dai binari dismessi degli scali ferroviari, ma anche sociali, attraverso la rigenerazione di spazi potenzialmente fruibili dalla cittadinanza.
Chiarito l’obiettivo, si è andati per la città alla ricerca di un edificio la cui riqualificazione e rifunzionalizzazione apportasse valore sia alla città, dando una risposta al problema dei vuoti urbani, sia alla cittadinanza, trasformandolo in un polo di cultura e di aggregazione sociale.
La scelta del tema della tesi nasce dal desiderio di legare la città di Milano ai circuiti internazionali dell’arte contemporanea, affiliando il nuovo edificio tra gli ospiti del concorso Young Architects Program International (YAP). Questa iniziativa, che nasce nel 1998 al MoMa PS1 di New York, oggi si svolge anche presso Constructo di Santiago del Chile, al MaXXI di Roma e alla Istanbul Modern, dove ogni anno un progetto di arredo urbano viene premiato per originalità e creatività e successivamente realizzato negli spazi esterni dei quattro musei.
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