Villa, Forma e Spazio Primario: La Matrioska
Laboratorio di Progettazione Architettonica degli Interni 2
Prof. Pier Federico Caliari
Oggetto del Laboratorio è stata una riflessione progettuale sull’architettura della villa. L’idea di villa è teoricamente e metodologicamente intesa come sintesi di tutte le proprietà e di tutti gli elementi specifici dell’architettura, progettabile alla scala controllata dell’interno domestico unifamiliare. La villa è stata pensata come una casa-museo, cioè come complesso sistema di spazi articolati sulla base della presenza di collezioni d'arte contemporanea e archeologiche, in cui il rapporto tra pubblico e privato, tra luoghi introversi e luoghi aperti allo sguardo esterno, costituisce il vero principio ordinatore del progetto. La villa-museo è collocata a Roma, a ridossso del Giardino degli Aranci, posto sul colle Aventino.
Sotto il profilo teorico, il nocciolo della progettazione è costituito dalla forma, intesa nella doppia accezione di forma-idea, cioè l’insieme strutturato e ordinato degli elementi che la costituiscono, e di forma-percepita, cioè la qualità delle proprietà figurative che si offrono all’osservatore.
In termini progettuali, con ciò si intende la relazione complessa e indeducibile tra spazio architettonico interno inteso come centralità assoluta, compresi gli oggetti e le attrezzature dell’abitare, la luce, le superfici che lo qualificano e il paesaggio in esso percepito (naturale o artificiale), e l’involucro architettonico esterno inteso come “carena”, cioè come dispositivo
plastico percepito dall’osservatore esterno.




Il progetto si confronta con tre ordini di riflessione:
- La forma dello “spazio primario” (forma A).
- La forma della “carena” (forma B).
- La relazione formale tra forma A e paesaggio esterno, mediata dallo spazio interstiziale definito per differenza formale tra A e B.
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